San Vito Lo Capo Vacation
San Vito Lo Capo Vacation

Monte Erice

Erice, antica città fenicia e greca, arroccata a 751 m di altezza sul monte che porta lo stesso nome, coronato da un altopiano di forma triangolare a terrazza sul mare. Difesa da bastioni e mura, la città è un labirinto di stradine acciottolate e di varchi così stretti da permettere il passaggio di un solo uomo. Le case, serrate le une alle altre, hanno graziosi e curati cortili interni, difesi e protetti dalla vista dei passanti in modo che la vita familiare si svolga nella più completa intimità.

Luogo incantato difficile da descrivere per gli occhi che si riempiono di questa vista che non sembra terrena ma celestiale o tratta da un racconto di antiche terre lontane e cavalieri erranti.la cittadina è un gioiello e più si sale e più la visione diventa un affresco,fino ad arrivare al castello e affacciarsi dai torrioni da dove la natura sembra espressa in un quadro e tutto assume i contorni del fantastico mondo antico,da vedere assolutamente

Erice ha due volti: quello solare e luminoso delle calde giornate estive, quando la luce inonda le stradine e stupendi panorami si aprono sulla vallata e sul mare, e quello delle giornate invernali quando, avvolta nelle nuvole, la cittadina sembra ricongiungersi alle sue radici mitiche e dona al viaggiatore la sensazione di essere giunto in un luogo fuori dal tempo e dalla realtà. L'atmosfera medievale, l'aria fresca, le belle pinete che la circondano, la tranquillità che vi regna e l'artigianato locale la rendono una delle mete privilegiate dai turisti.

Si trova in una splendida posizione geografica da dove si possono ammirare i panorami più belli della città di Trapani dall’alto. In Sicilia è una delle mete più ambite dai turisti, ed è stata insignita nel 2014 della bandiera rossa dei borghi più belli d’Italia. La sua caratteristica principale è l’impianto medievale che permette di ammirare piccole stradine strette e tortuose, archi tipicamente medievali, cortili decorati e piccole botteghe con i cosiddetti “Balatari” (mensoloni in pietra in cui esporre la merce), dove è possibile acquistare prodotti locali come ceramiche e tappeti. Inoltre da non perdere sono i tipici dolci ericini tra cui le genovesi, nate dalle sapienti mani delle monache di clausura e adesso riproposte secondo l’originale ricetta nella pasticceria della signora Grammatico. Dal 1963 Erice è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, istituito per iniziativa del professor Antonino Zichichi, per richiamare gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori. Per questo alla cittadina è stato attribuito l'appellativo di "città della scienza".

COSA VEDERE:

CASTELLO DI VENERE E BALIO
Il castello, costruito dai normanni come fortezza, venne edificato sulle rovine di un santuario preesistente. Il culto della divinità fu iniziato dai sicani che elevarono una piccola ara all'aperto nel centro del thèmenos, ossia un recinto sacro. Successivamente gli elimi e i fenicio-cartaginesi mantennero il culto della dea e incrementarono la fama del santuario. I punici identificarono la dea nella loro Astarte e introdussero usi e riti orientali tra cui la prostituzione sacra, svolta dalle sacerdotesse che si concedevano ai pellegrini, e l'allevamento di colombe, animale sacro alla dea. Con l'impero romano si sovrappose al themenos esistente un tempietto intitolato a Venere Erycina. Con la scoperta delle nuove tecniche di difesa, la fortezza ed il suo borgo perdono ogni importanza strategica. La fortezza ormai abbandonata nell'800 viene adibita a carcere duro nonché a prigione politica. Con l’edificazione del Castello furono costruite delle mura e le Torri del Balio, un tempo collegate al castello tramite un ponte levatoio, oggi sostituito da una scalinata, ed edificato come difesa avanzata. Quando il Conte Agostino Pepoli ne ebbe la proprietà le contornò dei giardini pubblici in stile inglese chiamati "del balio", a memoria del Bajuolo, magistrato normanno. Il panorama che si gode dall’alto di questo sito è ritenuto uno dei più belli del mondo. Alle pendici del monte si notano il porto di Trapani, ad ovest le isole Egadi e a sud Marsala, con le Isole dello Stagnone. Quando le condizioni di visibilità sono particolarmente favorevoli, si scorgono a nord-ovest l’isola di Ustica ed a sud la sagoma di Pantelleria.


CHIESA ED EX MONASTERO DEL SS SALVATORE
Il monastero delle suore benedettine sorse nel 1290, nel palazzo donato dal Conte Enrico Chiaramonte. Il palazzo era solo una parte dell’attuale complesso, il quale è stato notevolmente ampliato nel corso degli anni al fine di ospitare le suore provenienti da antiche famiglie nobili ericine. Adiacente al monastero, vi è l’omonima chiesa barocca ad unica navata, costruita sui resti di una precedente chiesa trecentesca.

CHIESA SAN MARTINO
Edificata dal Conte Ruggero Normanno, su una preesistente chiesetta dedicata all’omonimo Santo, è stata più volte ricostruita e ampliata nel corso dei secoli. La facciata è molto semplice e presenta un portale barocco, ricostruito nel 1682 e dominato dall’effige del santo. L’interno è a pianta basilicale impreziosito da maioliche. Nell’abside, di forma quadrata, si trova un coro ligneo rococò del 1761, e presenta affreschi raffiguranti il Sacrificio di Isacco e la Discesa di Gesù nel Limbo. Adiacente ad essa si apre l’elegante e maestoso oratorio di San Martino, in stile rococò e decorato da stucchi e affreschi.

CHIESA DI SAN GIULIANO
Edificata per volere di Ruggero d’Altavilla nel 1076, su una preesistente Chiesa, come ringraziamento nei confronti del Santo che lo aiutò a cacciare via gli Arabi dalla città. La facciata della chiesa, d’impronta rinascimentale è sovrastata dal maestoso campanile, di epoca successiva (1170), culminante con la guglia “a pagoda”. La Chiesa è stata più volte rinnovata nel corso dei secoli, fino ad assumere l’aspetto attuale. L’interno è a tre navate ornate da stucchi barocchi e conserva i gruppi statuari dei misteri che, il venerdì di Pasqua percorrono le vie del borgo medievale portati in spalla. Adiacente alla chiesa, nella piazzetta omonima, vi è la statua marmorea di Sant’ Alberto degli Abati, opera dello scultore palermitano Nicolò Travaglia.

CHIESA ED EX MONASTERO SAN CARLO
Il complesso fu fondato nel 1617 come orfanotrofio. L’esterno è costituito da robusti muri, ornato da finestre con inferriate a petto d’oca. La chiesa, a navata unica, conserva l’originale pavimento maiolicato, dipinti settecenteschi raffiguranti la Crocifissione e il Miracolo di San Carlo. All’ingresso è ancora visibile una ruota, utilizzata per consegnare agli acquirenti i famosi pasticcini, realizzati con grande maestria dalle suore.

CHIESA DI SAN PIETRO
La chiesa fu costruita intorno al 1363, a navata unica e in stile gotico. L’ interno, a pianta ellittica, presenta quattro altari dove sono collocate le statue di San Pietro e San Paolo. L’esterno domina un portale a tutto sesto e un cavalcavia cinquecentesco ad arcata unica, che collega la chiesa all’ ex Monastero delle Clarisse, oggi sede del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana.

CHIESA SAN DOMENICO
Il complesso eretto nel tardo ‘400, è oggi Auditorium e sede di due musei del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana. Il Museo Chalonge conserva strumenti, foto e reperti che sono stati utilizzati per lo studio dell’astro fisica moderna; il Museo Dirac raccoglie reperti sull’astrofisica del microcosmo provenienti dall’Istituto di Fisica di New York. Dell’antico complesso è ancora visibile il pronao.

DUOMO
Edificata nel 1312, su una cappella preesistente dedicata alla Vergine Asssunta, da Federico III d’Aragona che risiedette ad Erice per un breve periodo durante la Guerra del Vespro, utilizzando materiale proveniente dal tempio di Venere Ericina. Nel corso dei secoli, la chiesa è stata più volte restaurata e modificata. La facciata è in stile gotico chiaramontano e presenta all’ingresso un pronao, aggiunto nel XVI secolo, utilizzato per i penitenti che non potevano accedere all’interno della chiesa. All’interno di pregevole rilievo è la decorazione in stucco delle volte, l’ancona marmorea raffigurante scene della vita e passione di Cristo e la statua marmorea raffigurante la Madonna con il Bambino del XV secolo, attribuita a Domenico Gagini. Nella Cappella di Tutti i Santi, oggi dedicata alla Madonna di Custonaci, patrona di Erice e il Tesoro della chiesa dove vi sono conservate manufatti in oro ed argento, quali l’ostensorio dell’orafo ericino Pietro Lazzara del 1602 e opere di maestranze trapanesi datati dal XIV al XIX secolo.

TORRE CAMPANARIA
Antica torre di epoca punica, ricostruita per volere del Re Federico III d’Aragona durante la guerra del Vespro, come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta in Erice. Divenuta torre campanaria è costituita da una base quadrata, alta 28 metri e si sviluppa in 3 piani, ognuna dei quali è caratterizzato da monofore e bifore in stile gotico chiaramontano.

CHIESA SAN GIOVANNI
La chiesa ha origini incerte, ma è probabile che la sua costruzione risalga al XII secolo. Nel corso dei secoli è stata più volte restaurata e ampliata. All’esterno è visibile la maestosa cupola mammelliforme, di tipica ispirazione araba, e presenta due ingressi: il portale quattrocentesco, nella parte occidentale, e il più antico, ad oriente, rappresentato da un portale ogivale, decorato con elementi a zig zag e preceduto da una scalinata a ventaglio. L’interno, a navata unica, vi è conservata la statua di San Giovanni Battista, opera di Antonino Gagini, posta sull’altare maggiore e nel transetto destro un’ elegante statua di San Giovanni Evangelista realizzata di Antonello Gagini. Oggi la chiesa è adibita ad Auditorium.

CHIESA DI SAN CATALDO
La chiesa è dedicata ad un santo irlandese, vissuto nel XII secolo, onorato dai normanni i quali ne hanno importato il culto in Sicilia. L’esistenza della chiesa è documentata nel 1339, quando svolgeva la funzione di chiesa madre insieme alla chiesa di San Giuliano. All’interno conserva un’acquasantiera marmorea del 1474, con stemma degli Aragona e sull’altare maggiore la statua di Nostra Signora della Stella opera in stucco di Orazio Ferraro.

COME RAGGIUNGERE MONTE ERICE:

Se vi trovate nel centro storico trapanese il modo più veloce e conveniente è sicuramente comprare una Trapani Travel Card (reperibile presso gli uffici in via Torrearsa 69 e in via Garibaldi 120) in essa trovate già incluso il costo della Funivia e quello dell'autobus di linea urbana che vi porterà ad essa (ATM 21 o 23). Avrete inoltre tantissimi sconti per le attrazioni di Erice e un foglietto esplicativo con gli orari degli autobus. Per gli orari e le tariffe della funivia visitate il sito ufficiale www.funiviaerice.it Se vi trovate a San vito lo capo potete raggiungere la vetta del monte tramite l'autobus AST che vi porterà direttamente alla funivia. Altrimenti noi di Sanvitolocapovacation possiamo organizzarvi un servizio transfer privato o di gruppo.

 

 

 

 


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